Risposta
all'argomento "Competenze Professionali", ma restando sul tema
"Ingegneri", ma anche in risposta agli interventi che parlano di
“dettagli”. Qui non so come il Moderatore potrà fare…
Il mio personale
giudizio:
1) Vorrei
rispondere a tutti i colleghi che inoltrano domande inerenti “dettagli”,
semplicemente, di agire “da Ingegneri”. Siate “conservativi” e risolvete il
problema nel rispetto della Normativa che è cogente. Le maglie di questa NTC
2008, come anche l’Ordinanza, sono talmente lasche che non è difficile essere,
come si dice, “a Norma”. Ovviamente ci sarà da prendersi qualche responsabilità
in più, e magari anche “pensare” un poco di più rispetto a prima.
2) Per parlare di
Competenze, farei un "semplice" esempio concreto, il quale tuttavia
parte dall'analisi della NTC 2008 su uno specifico aspetto.
Vorrei soffermarmi,
solo per fare uno dei tanti possibili esempi, su quella che si può definire
come “l’impostazione concettuale”,
delle NTC 2008, ed in particolare sul coefficiente di struttura “q”.
Solo per fare un esempio.
Parlo
del “fattore q”, come molti colleghi lo chiamano, per portare un esempio di
riflessione ai colleghi stessi, soprattutto ai più giovani, in quanto
potrebbero non avere avuto la
fortuna del sottoscritto, il quale (io), senza alcun merito, ha avuto a
disposizione Professori del “calibro”, anche “morale”, dei Professori Pozzati e
Alessi, con tutti i loro “figli spirituali” diretti, cioè i Professori Ceccoli,
Diotallevi, Merli con il suo “assistente” ing. Ricci Bitti (a cui andrebbe il
titolo di Prof. “honoris causa”), Majowiekchi, ecc., (e sicuramente ne sto
dimenticando alcuni, per cui me ne scuso), in quanto “q” un “fattore”,
purtroppo, non lo è.
Nelle
NTC 2008, infatti, viene proposto in più punti, una banalizzazione di un
problema estremamente complesso, quello dell’utilizzo che coefficiente “q”. Una
lucida banalizzazione.
Questa
banalizzazione, come altri esempi che potrei citare (ma non cito, perché vorrei anche sentire la
voce di qualche altro collega), in realtà non è involontaria, bensì costituisce
“la filosofia” di questa normativa, che fa da “inversione di tendenza” rispetto
a tutte le nostre “vecchie” precedenti Normative cogenti: purtroppo, mi ricorda
molto una persona che fa “inversione” in autostrada, ma nella sua stessa
carreggiata…
Si
sarebbe detto una volta, nelle vecchie norme, che queste cose sono dei
“refusi”. I refusi ci sono nella NTC 2008, sarebbe stato meglio rileggerla
meglio, ma si correggeranno, per cui: già chiuso il problema “refusi”. Invece
non è un refuso, questa cosa del numerino “q”, perché chi ha scritto e poi chi
ha approvato questa norma, persone che io non conosco, sono certamente
Professori, quindi persone lucide, molto colte, esperte. Non posso credere il
contrario, per cui è voluta. Lucidamente voluta. Un giorno ci spiegheranno
anche il “Perchè”.
L’uso
del coefficiente di struttura “q”, nell’Ordinanza e nelle NTC 2008, viene
indicato, o dato ad intendere, molto tranquillamente, come “il metodo” da
utilizzare per risolvere “il problema sismico”, riducendo lo “Spettro di
Risposta Elastico”, comparendo fra le “costanti” al denominatore della formula.
Dico “costanti” in quanto, poco oltre, c’è una “tabellina” dei valori di “q”,
molto comoda, con tutti casi già pronti, per cui devi soltanto prendere il tuo
“numerino”, poi ti calcoli il tuo spettro “ridotto”. Poi lanci il tuo
“programmino”, e ti risolvi la tua “strutturina”. Tutto apparentemente molto
semplice.
L’uso
del coefficiente di struttura “q”, viene proposto, nell’Ordinanza, ma anche
nella “Direttiva Beni Culturali” e richiamato nelle NTC 2008, addirittura nel
capitolo “Analisi Cinematica”, quindi stamo parlando di “Analisi Limite delle
strutture, Teorema cinematico, spostamenti virtuale, ecc. Però vedo che viene
proposto, anzi vivamente consigliato, nelle “Verifiche delle costruzioni in
muratura esistenti”: leggo che in una formula, ad un certo punto, il numerino
“q” lo trovi al denominatore di una formula. Stiamo parliamo di verifica di
murature, quindi stringendo, sostanzialmente, problemi di “ribaltamenti”, con
spostamenti certamente “non virtuali”, dove duttilità non ce n’è, dove spesso
c’è anche un problema di eccentricità non piccola che significa “instabilità
dell’equilibrio”, dove il cinematismo che produce il moltiplicatore “più
piccolo” è tutto da trovare, ... e mi voglio fermare qui. Anche volendo
affrontare tutta la questione con dei ragionamenti approssimati di altro genere
(ma neppure tanto) tipo “semplici ribaltamenti”, saltano fuori, comunque, altri
problemini, tutti da vedere e capire.
Purtroppo,
anche se la NTC 2008 “ti vorrebbe tranquillizzare”, l’Ingegnere vero, quello
che ha studiato caparbiamente, sa che, invece, il coefficiente di struttura
“q”, non è “il metodo” bensì è “un metodo”. Questa distinzione, per
l’Ingegnere, non è una differenza da poco. Infatti, per chi non avesse avuto la
pazienza di studiarlo a scuola o studiarselo successivamente, sposando in
questo modo la “tranquillizzante” filosofia della NTC 2008 (tuttavia seguendo
anche quel signore di prima che ha fatto inversione in autostrada nella sua
stessa carreggiata), non è l’unico metodo utilizzabile.
Purtroppo
c’è un secondo problema. Il coefficiente di struttura “q” NON è una costante,
non è neanche una “funzione” in senso stretto, bensì “un mondo”: un “mondo di
problemi” e un “mondo di Ricerca”. Un mondo di problemi, in quanto riassume in
sé decine di altri parametri che, sinteticamente, coinvolgono il comportamento
d’insieme della struttura, il quale a sua volta è legato all’abilità
dell’ingegnere che l’ha progettata fin dalla sua impostazione concettuale.
Quest’utima cosa, peraltro, costutuisce anch’essa “un mondo” di ulteriori cose:
conoscenza, esperienza, abilità, ingegno. Poi è anche un “mondo di ricerca”,
perché “non è sempre utilizzabile” e “non in tutte le strutture”: nelle
strutture in CA e Acciaio, se “ben progettate a monte”, può molto spesso andare
bene. Dico “può”, perché teniamo presente che è un modo per “linearizzare” un
problema “non lineare meccanico” che noi Ingegneri “normali” che NON SIAMO
Pozzati e i suoi, non sappiamo affrontare, anche se abbiamo il programmino non
lineare “Push Over”, perchè siamo sì caparbi, ma purtroppo non siamo
“scienziati” come loro. In altre strutture che non siano CA e Acciaio, come le
murature esistenti, quindi ad esempio nel caso del già menzionato “Metodo
cinematico”, NON ci sono dati certi “scientificamente comprovati” per
l’utilizzo del metodo suddetto sulle murature, quindi per l’Ingegnere, in
Italiano, questo si chiama “un azzardo”.
Purtroppo
poi c’è anche un terzo problema: lo “Spettro”. Qui ci sono addirittura come
minimo due sotto- problemi: il primo è che se la norma è Europea, vorrei sapere
quali accelerogrammi sono stati implementati per ricavare lo Spettro, in quanto
noi siamo in Italia e non altrove; il secondo è che dobbiamo ricordarci che il
coefficiente di struttura “q” lo applichiamo su uno spettro elastico,
determinato analizzando il comportamento di un oscillatore elastico lineare,
calcolato con lo smorzamento fisso al 5%. Cos’è lo smorzamento? Lo smorzamento
è un altro “mondo” anche lui. Per le murature, ad esempio, non ci sono i dati
di smorzamento, perchè le murature hanno un solo dato meccanico certo: il fatto
che sono marcatamente dissipative, oltre che non lineari, e le Ricerche sono
ancora tutte da fare, o quasi interamente. Bisognerebbe quindi avere la
”pazienza” di aspettare che, chi è in grado, cioè i nostri Professori, lo
facessero. Bisognerebbe dare loro “il tempo”. Quindi, sintetizzando, per le murature
NON ci sono gli spettri “che vanno bene”, cioè non ci sono gli “Spettrini di
Rispostina” per stare tranquilli.
Putroppo,
poi, c’è addirittura un quarto problema. Mi sono accorto, cercando su Internet,
che, ad esempio, il sisma de L’Aquila, 06-04-2009, Magnitudo 5.8, rischia di
non essere “spettro- compatibile”, cioè va fuori di parecchio addirittura dallo
“Spettro SLC” in alcuni periodi molto piccoli, da 0 a 0,4 secondi, e
probabilmente non è l’unico sisma italiano che ha quelle caratteristiche. Anche
quello di Reggio Emilia del ‘96, per altre ragioni legate a certe “armoniche”,
ha dato “problemini” non inquadrabili in termini di: “uso lo Spettro
dell’Eurocodice e sono tranquillo, anche perchè tutto ciò che NON è fatto il
Italia va sempre bene”. Tutto ciò
accade, in sintesi, perché il “metodo dello Spettro di Risposta”, sembra
facile, ma non lo è, come tutti i campi di applicazione dell’ingegneria,
statica compresa: Ed inoltre l’Ingegnere sa che lo Spettro “non lo può usare
sempre e comunque”, perchè dipende da che tipo di “strutturina” stai
analizzando, e perché NON CI SONO ancora tutti gli studi di “microzonazione”,
per cui bisognerebbe aspettare anche quelli.
“Fatti
non foste per viver come bruti…”
Vi
propongo anche questa: “Fatti non
foste per viver come bruti, ma per gettar cemento con lo ferro!”. Questa
ve la segnalo, non è mia (l’ho trovata su un forum d’ingegneria); subito fa
ridere , ma ha una doppia lettura: a pensarci bene dovrebbe addirittura
diventare il nostro motto: “cultura,
razionalità e lavoro duro”.
INFINE:
un saluto e un augurio dal più profondo del mio cuore al Prof. Pozzati,
sperando che legga questo importante e vitale “Forum”: PROFESSORE, AUGURI
VIVISSIMI DA TUTTI NOI. Ora però si riposi, continui ovviamente a studiare come
so che farà sempre, ma ora solo per sé e pensi ora anche un po’ alla sua
persona. Professore, Lei ha sempre dato tutto sé stesso. Lei non ha idea di
quanti Colleghi (questo conto forse sarà l’unico che avrà perso), oramai sparsi
per tutta l’Italia, operano in assoluta tranquillità per merito suo e dei suoi
“figli spirituali” Professori, i quali, peraltro, operano ancora attivamente,
proficuamente, e con gli stessi “ideali” anche e soprattutto all’interno delle
Università. Poi ci sono anche gli altri suoi colleghi Professori che lavorano
in altre prestigiose Università Italiane, i quali, come Lei, hanno sempre
operato correttamente, con tutti i loro rispettivi figli spirituali. Come in un
ideale triangolo, ciascuno di Voi costituisce un angolo, la cui somma dà e darà
sempre 180°. I lati del triangolo, per noi, costituiscono il perimetro del
nostre azioni possibili di Ingegneri. Ovviamente ci sono e ci saranno sempre
anche coloro, sempre Professori, spesso un poco scalpitanti, che si vogliono
identificare invece negli angoli “esterni”, ovviamente, quindi, fuori dal
triangolo ideale. Vedrà che, alla fine, pur pagando un prezzo per questa norma
ormai in vigore, vinceremo la guerra. Una guerra anche di Civiltà. “…parte
della semente...cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto”.
Ore
4,15. Buona notte. Torno a dormire.
Un
cordiale saluto a tutti.
ing. Alessandro
Pignagnoli – C.P.R. Ingegneria – Reggio Emilia
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