PROFESSIONE INGEGNERE: L'adozione delle NTC 2008
Oggi la nostra professione è diventata un mestiere praticamente impossibile.
L'italia è una fucina continua di leggi e regolamenti di ogni tipo, in gran parte inutili.
Ci
mancava solo l'adozione di una norma sulle costruzioni (cogente) come
la NTC 2008, con l'estendimento del calcolo sismico obbligatorio in
tutt'Italia, per riuscire a portare definitivamente il variegato mondo
degli ingegneri progettisti verso il caos.
Dove sta il problema?
Questa norma è caratterizzata essenzialmente da:
1) un'elevazione enorme del livello delle conoscenze teoriche richieste al progettista;
2)
la possibilita' di utilizzare metodi di calcolo etremamente complessi e
non ancora pienamente validati a livello scientifico, o comunque metodi
di dubbia attendibilità;
3) L'inserimento surrettizio di
semplificazioni teoriche non completamente attendibili, spacciati come
metodi "tranquillamente" utilizzabili;
3) l'abbandono forzoso di metodi "semplificati" anche per le strutture piu' semplici;
4)
un abbassamento dei livelli complessivi di sicurezza, dovuto
soprattutto alla complessita', e quindi al rischio intrinseco, dei
metodi di calcolo utilizzati.
Vi sono anche vantaggi o
miglioramenti? Forse si', ma occorrerebbe oggi pretendere da tutti gli
ingegneri progettisti (compreso chi lavora da 40 anni ed e' piu'
esperto, ma non ha studiato a suo tempo certe materie) l'obbligo di
frequentazione di tutti quei corsi che, storicamente, si definivano
"specialistici", o non fondamentali, i quali sono sempre stati
facoltativi. E se era cosi', un motivo ci doveva ben essere. O i nostri
Professori erano forse tutti degli irresponsabili?
Mi riferisco in particolare ai corsi di:
1)
Complementi di Scienza delle Costruzioni, in quanto occorre avere
conoscenze approfondite di: teoria degli elementi finiti, instabilita'
dell'equilibrio elastico, calcolo a rottura e analisi limite (teorema
cinematico e teorema statico).
2) Complementi di Tecnica delle
Costruzioni: per tutte le metodologie di calcolo che un tempo (prima
delle NTC2008), si applicavano alle strutture non usuali, ma che oggi
occorre conoscere anche per le strutture "usuali": in particolare i
metodi P-delta e tutti i metodi non lineari in generale.
3)
Ingegneria sismica: corso completo, per conoscere ed applicare in modo
ragionato i metodi di calcolo disponibili, conoscendone i limiti, e per
poter progettare strutture che siano realmente sismo-resistenti.
PERCHE'
QUESTO? perche' per utilizzare il Metodo semi-probabilistico agli Stati
Limite, occorre utilizzare i metodi del calcolo a rottura, uscendo
quindi dall'approssimazione del calcolo elastico lineare utilizzato DA
SEMPRE nei corsi fondamentali di Scienza e Tecnica delle Costruzioni. Se
non si fa questo, le strutture risultano sovradimensionate in modo
abnorme, per cui tutto risulta tassativamente necessario! Purtoppo,
però, uscendo dall'approssimazione del calcolo elastico lineare, si
innescano tutta una serie di problemi ancora piu' complessi rispetto
all'ingegneria classica, i quali vengono trattati da sempre nei corsi
suddetti: comportamento a rottura dei materiali e delle sezioni, analisi
non lineare meccanica, grandi spostamenti e quindi analisi non lineare
geometria, ecc. Ma, aumentando la complessità dei calcoli, aumenta anche
il rischio di sbagliare!
Peraltro, non tutti gli
argomenti del calcolo a rottura sono attualmente risolti a livello
teorico. Ad esempio non è ancora disponibile un modello consolitato di
calcolo a rottura delle strutture bidimensionali inflesse, come le
zattere di fondazione, le pile o le spalle dei ponti, in quanto non
esiste un modello di cerniera plastica bidimensionale. Stessa cosa per
dimensionamento a rottura per flessione o per taglio di certe strutture
tozze (travi parete). Stessa cosa per i modelli sismici d'interazione
terreno - struttura, che la NTC 2008 propone come metodi utilizzabili;
in verità parliamo di modelli estremamente complessi, troppo
approssimati e per nulla semplici. Tutto il contrario! Stessa cosa per
la possibilità (prevista nelle NTC) di condurre analisi elastiche sul
modello (perchè non sappiamo fare di meglio) e poi verificare a rottura
le sezioni: un non senso. Stessa cosa per l'utilizzo del metodo del
fattore di struttura unito alla verifica a rottura delle sezioni. Un non
senso anche questo, in quanto in bibliografia il metodo prevedeva di
verificare le sezioni al limite elastico. Un altro non senso!
Inoltre
l'unica analisi sismica veramente "abbordabile" di cui sostanzialmente
disponiamo oggi, cioe' l'analisi modale associata al metodo dello
spettro di risposta, e' un'analisi largamente convenzionale. Infatti
essa si basa sull'ipotesi, ancora una volta, dell'elasticita' lineare;
di conseguenza diventa obbligatoria l'ulteriore semplificazione legata
all'utilizzo del metodo del fattore di struttura, il quale riporta
l'analisi sismica (tipicamente non lineare e non elastica) ad un'analisi
elastica. In sostanza, di prestazionale c'e' ben poco. L'utilizzo, in
cascata, di tutti le semplificazioni suddette richiede da parte del
progettista un livello non usuale di conoscenze teoriche, grandissime
capacita' di intuizione più che di analisi del problema, e grandissima
esperienza nella progettazione di strutture sismo-resistenti. Il tutto
poi per ottenere risultati largamente affetti da errori. In altri
termini, siamo ancora di fronte a valutazioni largamente convenzionali.
Era veramente necessario tutto ciò? Io non credo.
Prima
di tutto perche' i metodi complessi l'Ingegnere li utilizza SOLO E
SOLTANTO quando sono strettamente necessari. E non mi si venga a dire
che per progettare un edificio in muratura di 2 piani o un telaio in CA
di 3 piani, o un ponte di 20 metri di campata su una strada di campagna,
ovviamente sismo-resistenti, sia tassativamente necessario aver
frequentato e superato gli esami dei tre corsi suddetti. In secondo
luogo perchè nella complessita' si annida il rischio di errore, nel
senso che piu' i metodi sono complessi e più si rischia di sbagliare!
NON
SOLO: Le NTC 2008 introducono anche metodi di calcolo che costituiscono
veri e propri azzardi, a fianco di altri totalmente inaffidabili,
oppure dalle possibilita' applicative estremamente limitate. Mi
riferisco in particolare all'analisi push over (difficilmente
applicabile) e all'analisi cinematica non lineare (inaffidabile),
entrambe applicabili solo con il supporto di una elevatissima conoscenza
ed esperienza.
A questo proposito ho pubblicato una mia
riflessione sul forum della Regione Emilia Romagna a cui rimando (Tali
documenti sono anche pubblicati nel presente blog in un'apposita
sezione, in quanto il sito della Regione risulta attualmente chiuso...).
Quindi: a chi puo' aver giovato una simile scelta?
Non
vi è che una sola possibile risposta: al mondo dell'Universita' e
della ricerca, e al mondo della produzione di software. Mentre, intanto,
gli Ingegneri sono finiti nel caos.
In bocca al lupo.
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