Egregio
ingegnere. Vorrei commentare il
suo intervento, quello del 2009,
visto che mi sembra di capire che praticamente nessuno, dal 2009, abbia
trovato il tempo di rispondere o commentare. Non vorrei che percepisse il senso
di vuoto totale dell’uomo “che grida nel deserto”...
Ciò
che lei ha scritto è la semplice verità, anche se a nessuno ormai sembra
interessare.
Ciò
che lei ha scritto, l’ha scritto perchè lei è un ingegnere preparato, che ha
studiato con diligenza e passione.
Ciò
che lei ha scritto, l’ha scritto perchè Lei ritiene che siano fondamentali la
correttezza ed il rigore intellettuale di un professionista, per cui sposa
pienamente quel famoso articolo del Prof. Piero Pozzati, grande Ingegnere,
grande Professore, e Grande Uomo, il quale ancora una volta, con grande
pazienza, ha ammonito tutti, soprattutto i più scalpitanti, a tornare a quel
senso di responsabilità che deve guidare la nostra Professione. Ci sono in gioco cose grosse, che coinvolgono
altre persone, persone spesso ignare!
Ciò
che lei ha scritto, con tutta questa passione, lascia trasparire la verità e la
sincerità della Persona e del messaggio. Su questo non vi è dubbio.
Ciò
che Lei ha scritto, è condiviso da noi tutti che lavoriamo, tutti i giorni, con
il massimo del nostro impegno, con il massimo della passione, con il massimo
del senso di responsabilità di cui possiamo disporre dentro di noi.
Purtroppo
però l’Italia soffre ormai da anni di una “malattia”, una malattia molto più
vasta che invade tutti campi, compreso il nostro. Purtroppo le logiche che
guidano molte persone oggi, e quindi anche moltissimi nostri colleghi,
lucidamente decisi in questo, sono altre, in particolare il tornaconto
personale immediato e diretto.
L’importante,
per me, è farle sapere che siamo in tanti anche a pensarla come Lei, e siamo
uniti e abbiamo le idee molto chiare. Siamo quelli che non cedono alle logiche
delle Parcelle e a tutto il resto della malattia. Dobbiamo quindi attendere che
tutti, lentamente, arrivino a condividere queste sue/nostre analisi.
Aspetteremo
quindi, democraticamente, o che si riesca a discutere in modo corretto dei
problemi, oppure, sempre democraticamente, che si arrivi al primo collasso
strutturale, con tutte le relative conseguenze di vite umane innocenti, causato
da una bieca e disumana logica di soldi.
Non c’è problema: è già cinicamente successo tante volte in Italia.
La
saluto cordialmente e con tanta stima.
Dimenticavo: un
saluto anche a tutti gli altri colleghi che hanno già supportato, prima di me,
questi concetti, come l’ing Fausto Giovannardi e tutti gli altri.
ing. Alessandro
Pignagnoli – C.P.R. Ingegneria – Reggio Emilia
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